Donne

La storia del progetto “Mani di Fata”(prima attività dell’Associazione rivolta a donne stranire, 2001) inizia in un certo senso con la storia stessa dell’Associazione, perché sin dall’inizio c’è stato uno stretto legame tra le educatrici e le famiglie dei ragazzi frequentanti lo spazio educativo.

Da questa fiducia reciproca, maturata nel corso degli anni, è stato possibile comprendere e provare a rispondere ai bisogni delle donne straniere. I primi contatti sono stati informali a casa di alcune mamme dei ragazzi, ed è stato il primo momento di relazione e di conoscenza reciproca.

Spesso la non conoscenza dell’italiano mescolata alla paura di non saperlo imparare isola queste donne e le rinchiude in casa.

Il progetto “Mani di fata” è nato per dare uno spazio, fisico e psicologico, alle mamme e alle donne per incontrarsi con altre donne che hanno vissuto l’esperienza della migrazione. Contemporaneamente, viene data loro l’occasione di imparare o di approfondire la conoscenza dell’italiano come strumento per dar voce alla propria cultura nella terra di migrazione, perché l’italiano diventi lentamente anch’essa lingua degli affetti, dei nuovi incontri, delle nuove amicizie.

Il concetto di “alfabetizzazione funzionale attraverso le mani” è un’idea guida che proponiamo per le attività di educazione degli adulti. L’avvio di un processo di “alfabetizzazione” in età adulta deve considerare come prioritario il problema dei nuovi bisogni di alfabetizzazione, collegati alla necessità di nuovi saperi e nuovi linguaggi e dei modelli pedagogici per far fronte a tali esigenze.

In questo modo, insegnare l’italiano viene letto nell’ottica di un vero e proprio scambio culturale in quanto ogni donna porta con sé delle conoscenze e delle competenze che può condividere ed insegnare.

Le attività promosse sono:

Saperi tradizionali

Corsi nelle case